Per molti anni si è realizzato lo smaltimento delle attrezzature informatiche (hardware) senza troppe preoccupazioni. In effetti per decenni questo tipo di rifiuto, pur essendo qualitativamente difficile da smaltire, è stato tenuto sotto controllo, trattandosi tutto sommato di gestire quantità relativamente modeste. Negli ultimi 15 anni questi oggetti sono passati da bene di lusso a bene di consumo diventando così una costante sia nel lavoro che nella vita privata.
Secondo la legge, l'apparecchiatura informatica dopo cinque anni dall'acquisto ha valore inventariale nullo, e quando non è più in uso deve essere dismessa: le amministrazioni dello Stato devono procedere alla vendita attraverso il Provveditorato generale dello Stato, mentre le altre amministrazioni possono fare da sé; se non si trova acquirente, possono essere cedute a scuole o associazioni che le richiedano; se tutto ciò non è possibile vanno smaltiti nel rispetto della legge ambientale.
Il Trashware consiste essenzialmente nel recupero di personal computer obsoleti prima che entrino nel ciclo dei rifiuti, rendendoli nuovamente utilizzabili attraverso piccole riparazioni ed installazioni di software liberi ed open-source. Questi ultimi, essendo meno esigenti intermini di prestazioni hardware, consentono di prolungare la vita utile dei personal computer.
Per maggior info: http://maceratatrashware.blogspot.it/